CORSO OLIMPICI

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GLI ANNI BLU DI FABIO PEDERNESCHI

 MAK  P 100.

 

A chi non conoscesse il significato di questa sigla misteriosa, potrei consigliare di leggerla con forte accento piemontese.

Se ci riuscirà, scoprirà che la versione italiana è - all’incirca - la seguente: “(Finalmente) mancano ancora solo cento giorni (alla fine)!”.

Per festeggiare questo traguardo “storico”, ogni Corso organizza una grandiosa festa ufficiale.

Per essa, l’intiera Accademia (dall’Ammiraglio Comandante all’ultimo famiglio) si mette a completa disposizione ed il Corso dà fondo agli ingenti risparmi che i festeggiandi hanno appositamente accumulato per quattro lunghi anni.

Gli ampi saloni - coreograficamente arredati - accolgono sale da pranzo e da ballo, almeno due orchestre e più di mille partecipanti (oltre alle centinaia di invitati “istituzionali”, ci sono quelli personali degli Aspiranti, in numero di cinque ciascuno.)

 

Il nostro Mak P 100 ebbe luogo la sera di Sabato 30 Marzo 1963 e terminò dopo l’alba della Domenica, con la tradizionale salita - in divisa da sera - sul Brigantino.

Si trattava, come avrete ben capito, di una festa davvero grandiosa ed attesa; da noi, da tutta Livorno e non solo.

Soprattutto da noi: cosa che apprezzerete meglio leggendo la favoletta che segue.

 

“A Sud-Est dell’Accademia Navale sorge un colle roccioso, erto e scosceso, chiamato Montenero.

Da terre lontane, ogni cento anni, giunge un uccellino meraviglioso di piume splendenti. Esso si posa sul picco più alto e vi si strofina il becco.

Quando, a causa di questa abitudine, il colle sarà ridotto ad un gran mucchio di minutissimi granelli di sabbia, allora saranno passati…quattro anni d’Accademia!”    

 

Qualcuno, a questo punto, forse si ricorda ancora di quella bellissima fanciulla incontrata…a pagina 28.

Dai primi di Novembre del 1960 ai primi del 1963, il tempo aveva fatto la sua parte: ed io pure.

Ormai Daniela si avviava a compiere i suoi sfolgoranti diciotto anni ed io ero divenuto assiduo frequentatore (sia pure in modo sporadico: durante le licenze) del suo “giro”.

Il mio massimo desiderio, con l’avvicinarsi del Mak P, era che lei potesse partecipare alla festa.

Per rendere meno difficile l’avverarsi dell’evento (bisognava ottenere l’assenso del rigidissimo signor Buzio!), s’era ipotizzata la partecipazione dell’intiero terzetto costituito dalle due sorelle (Fabrizia e Daniela) e dalla nota amica Rita.

Senza dilungarmi sui sofferti sviluppi della (sfortunata) operazione, dirò che - alla fine - partecipò la sola Rita!

Della quale non m’importava nulla. 

Ma così va il mondo; né fu d’aiuto la garanzia di estrema serietà dell’evento e la partecipazione di mio fratello Roberto con sua moglie Annamaria.

Le sorelle Buzio non potevano assolutamente passare un’intiera notte fuori, “da sole”. Per nessuna ragione ed in nessun luogo al mondo, si trattasse pure del Mak P 100 e dell’Accademia Navale!

 

In conclusione, il “mio” bellissimo Mak P fu condiviso con una partner che certamente si divertì più di me.

 

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