CORSO OLIMPICI

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GLI ANNI BLU DI FABIO PEDERNESCHI

PREFAZIONE 

Tutto iniziò così.

Un mattino d’Agosto del lontano 1951, il sottoscritto (fratello maggiore della “triade” PEDERNESCHI) si presentò timoroso e titubante dinnanzi all’ingresso di quell’edificio austero ed imponente, emblematicamente riportato da Fabio all’inizio del suo Zibaldino: l’Accademia Navale.

Il fine era di varcarlo per soddisfare l’ambizione paterna che affidava al primogenito l’incarico di tracciare, là dentro, un possibile sentiero sul quale avviare la propria “figliolanza” verso una carriera brillante, qualificante e comprensiva di quegli studi universitari per i quali si riteneva fossimo portati.

Che cosa sapevo io di quel tipo di vita che mi aspettava?

Assolutamente NULLA!

Figuriamoci: un “terragnolo” come me avviato in Marina Militare….

Ora, a distanza di oltre un cinquantennio da quel giorno, sono anch’io assalito da un turbinio di nostalgici ricordi relativi a quel Concorso di Ammissione.

La visita medica, le selezioni psicotecniche, gli esami finali, la disciplina, la disciplina e ancora tanta disciplina.

In verità non fu difficile superare ogni situazione e tutto mi risultò facile, semplice, naturale.

Venni ammesso, come anche Fabio otto anni dopo.

Dovete sapere che a casa, sin dagli anni dell’adolescenza, eravamo stati abituati ad ogni genere di sacrificio e di rinuncia, all’autodisciplina, al senso del dovere.

Per questo ci sentiamo grati alla famiglia per le basi inculcateci con tanta fermezza.

Sull’onda dei miei ricordi personali, ho pensato di allegare qui (di seguito) una fotografia della Cerimonia del Giuramento che, per ogni Corso Allievi, sancisce il diritto alle stellette d’argento sulla divisa.

Vi è raffigurato il piazzale interno dell’Accademia, il cuore di essa, ove si svolgevano le innumerevoli assemblee giornaliere, la ginnastica mattinale, le pubbliche letture (nominative) delle premiazioni e delle punizioni, i giri “punitivi” di corsa.

Poi il brigantino, interrato là in fondo,…ed i suoi “giri di barra”!

Più avanti il mare, con il suo penetrante e persistente odore di salsedine.

Fabio, autore di questo piacevolissimo Zibaldino, ha brillantemente narrato, con arguta ironia, la sua esperienza di “Pivolo”, poi di Allievo e quindi di Aspirante nel suo Corso OLIMPICI.

 

Io ho pensato di rafforzare i suoi ricordi con i miei ricordi, attraverso qualche mio bozzetto che qui propongo (vedasi appendice), disegnato da me (tradizione di famiglia!) con ingenua ironia quando, a mia volta Aspirante del Corso AUSTRALI, ero ormai in procinto di applicare alla mia divisa i primi galloni di Ufficiale.

Dopo l’Accademia, il completamento degli studi universitari e quindi la Laurea.

 

Poi, appena appena “scozzonati”, ecco giungere il nostro primo imbarco sulle NAVI GRIGIE, tra tanta gente sconosciuta, tra tanti Ufficiali, tra tanti Marescialli, tra tanti Marinai. E tutti così diffidenti.

Qui i primi incarichi, le prime vere responsabilità, le prime sofferenze fisiche (naupatia).

Tutto rapidamente, tutto in fretta, tutto dato per scontato; incombenze che sembravano insormontabili e, sempre, tante, tante ed ancora tante responsabilità.

Difficoltà di ogni genere da affrontare (e superare) senza aiuti…da terra.

Avarie piccole, grandi, grandissime, impossibili.

In gran parte superate, sempre con affannoso senso della responsabilità e, sempre, con l’unica ricompensa della personale (intima ma impagabile) soddisfazione.

Dinnanzi a noi la costante aspettativa, ora imperiosa, ora ansiosa, ora tremebonda, del Comandante la Nave di turno.

Fabio, ti ricordi?

La nostra giovinezza è trascorsa così.

 

Siamo diventati uomini senza accorgercene, ma uomini veri.

 

Lasciata la Marina, a seguito di motivazioni personali lungamente ponderate e sofferte, ci siamo poi proposti per nostre nuove, successive mete, con un immenso e ben guadagnato bagaglio di esperienze di ogni genere, di autostima, di sicurezza in noi stessi, di preparazione professionale, di velocissime capacità di analisi e di sintesi…

 

E che altro ancora? Ad esempio l’acquisita facilità nella gestione di ogni rapporto umano, sia verso l’alto che nell’impiego dei dipendenti.

 

GRAZIE ai nostri Anni Blu, che ci hanno fatta assimilare l’ambizione, la consapevolezza, l’orgoglio di non voler mai essere “secondi” a nessuno!

Presunzione? Retorica?

I risultati ci sono e lo possono testimoniare!

Ma questo è tutto un altro discorso…

 

GRAZIE a te, Fabio, per l’occasione che mi hai offerto di aprire qui il mio bagaglio di ricordi, proprio quest’anno, proprio in occasione del CINQUANTENARIO della mia uscita dall’Accademia Navale, celebrato con un’uscita in mare su Nave VESPUCCI congiuntamente a Mariarosa, mia inseparabile compagna di viaggio ed ai “sopravvissuti” Veterani del Corso AUSTRALI!      Con affetto,

                                                                                     Giordano

(Contrammiraglio G.N. Giordano Pederneschi)