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GLI ANNI BLU DI FABIO PEDERNESCHI

ROMA, 2 GIUGNO 1960

 

Arrivammo a Roma un paio di giorni prima, per fare le ultime marce di allenamento e per partecipare alle prove generali.

Ci fu anche il tempo (e l’energia) per qualche franchigia “turistica”. Così, per… riposarmi un po’, feci parecchi chilometri di passeggio nel centro e affrontai anche la salita in cima al “Cupolone”. Mio compagno di scarpinate fu, soprattutto, Elio (Montermini).

La sfilata fu sfiancante, non tanto per i chilometri di geometricamente impeccabile marcia che affrontammo, ma per aver iniziato l’ammassamento del mattino del due quando ancora era notte fonda. Credo che ci alzammo alle 02.30.

Sfilammo dopo le 10!

Ma tutto questo non è né particolarmente interessante né simpatico.

Un fatto simpatico, invece, ci fu. Più che simpatico, fu un fatterello un po’ “fantozziano”, dove la figura di Fantozzi la fece un “pizzardone” sul suo bel tamburo zebrato, al centro di un grande incrocio, in zona Foro Italico.

Dunque, stavamo marciando su un bel viale del Foro Italico, in un chiaro mattino di sole. Eravamo in formazione da parata (nove file per nove colonne), con tanto di Bandiera in testa alla formazione stessa, una dozzina di metri davanti alla prima fila: l’Alfiere e due Allievi di scorta (Franco Corso, Beppe Bernardi e Franco Olivieri).

Comandava il Capitano di Corvetta Verga, il nostro Comandante alla Classe (°).

 

Orbene, quando la Bandiera impegnò il crocevia, il vigile la fece passare; poi, inopinatamente, si girò e diede il via al traffico incrociante!

Successe il finimondo.

Le auto, da ambo le parti, si mossero al gesto del vigile; noi, però, non ci fermammo. Non dovevamo certo seguire gli ordini di un vigile urbano. Dovevamo seguire la Bandiera!

Così ci trovammo a marciare avvolgendo le numerose auto che si trovarono nel bel mezzo della formazione, sotto gli sguardi persi ed esterrefatti degli occupanti.

Quando tutta la compagnia superò l’ingorgo ed appena riprese le corrette posizioni allineate e coperte, il Comandante diede l’alt.

Tornò sui suoi passi fino al tamburo del vigile e, furibondo come mai lo vedemmo, urlò qualcosa di molto…efficace al povero “pizzardone”.

     

La nostra sfilata del 2 Giugno fu impeccabile e tornammo a Livorno più orgogliosi (e stanchi) che mai. Pronti…per altri 25 giorni di esami.

E sempre più vicini all’esecuzione del “silenzio fuori ordinanza” che avrebbe annunciato la licenza di Luglio.

 La licenza che precedeva la nostra prima “Campagna Navale d’Istruzione”: la crociera sul Vespucci che avrebbe “battezzato” il nostro Corso.  

 

Al tramonto di ogni giorno di navigazione, a poppa della più bella Nave del mondo, ci attendeva anche l’indimenticabile struggente lettura della Preghiera del Marinaio (vedasi Appendice).

 

(°) Il C.C. Verga sostituì il C.C. Nardi quando, all’inizio della Prima Classe, il nostro primo Comandante dovette lasciarci.

 

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